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giovedì 13 dicembre 2018

LISTA D'ATTESA...



LISTA D’ATTESA…
Natale, cosa mi manca?
Un fratello da riabbracciare,
il perdono.
Un pensiero, un luogo, un momento meraviglioso da rivivere,
il calore di un ricordo.
Un pianto sofferente, di gioia,
la libertà.
Una spalla da offrire, su cui puoi appoggiarti,
si, quel calore lì

Natale, cosa mi manca ancora?
Tanto, ma forse basta poco.

O, Natale, eccoti.

(c.p.)

giovedì 21 dicembre 2017

BETLEMME, CI SIAMO QUASI!


E molto piacevole passeggiare in questi giorni nelle vie della città,“stregati” dalle luci,dai colori,dai profumi che caratterizzano questo tempo di festa.
E a frenarti dalla corsa estrema ai regali che devi finire il prima possibile, ma poi ti riduci sempre all'ultimo secondo, è un altro piacevole imprevisto: davanti ad un bar, negozi, ecco un amico che non vedi da una vita, un parente che ritorna a casa dopo un anno, vecchi compagni di scuola...tutto ciò che è stato di te.
E la mente viaggia,attraversando ricordi,sguardi, abbracci, parole ,sorrisi, silenzi.
Tu stai fermo mentre il cuore continua a battere...anzi il battito aumenta, come se volesse scoppiare.
E di sicuro potresti stare fermo lì, ore ed ore tranquillamente!
Ai regali poi ci si pensa!

Ecco, vedi:basta un sorriso,uno sguardo, un abbraccio e tu fai o ricevi un regalo, il tuo, quello che aspettavi magari da sempre!

ECCOTI!
Nell'incontro con l'altro, incontri anche te stesso.
Questo incontro è un incrocio di strade, di storie che hanno qualcosa da dirsi, da perdonarsi...
E tu puoi renderlo autentico, puoi ricevere qualcosa solo se offri la parte migliore di te, o meglio ancora ciò che sei veramente.

NON TEMERE!
Vogliamo fare una scommessa??
Prendi pure la lista dei regali da fare e cancella tutto, poi riscrivi in ordine di priorità,quelle cose che hai lasciato in sospeso:c'è qualcuno che ti aspetta,qualcuno a cui devi chiedere scusa,qualcuno che puoi aiutare;una scelta che devi da fare...
Niente contro i regali, ma forse oggi abbiamo bisogno più di gesti che di oggetti!

RALLEGRATI!
Tutto questo ci fa capire che la luce che stiamo seguendo, l'Incontro che faremo, non è un semplice e flebile luccichio.
E' una promessa,una certezza!
E' un percorso dove ognuno di noi sa cosa aggiungere e cosa togliere a ciò che desideriamo veramente.

Allora appuntamento a Betlemme!
Tu segui la scia della cometa e non ti sbaglierai!

(Carmine)


domenica 13 agosto 2017

La riflessione di un neo quarantenne. Auguri, Paolo!


Sono alcuni giorni che medito sul fatto che, da domani, ahimè, sarò un quarantenne e, pensando a quei coetanei che hanno festeggiato questo importante traguardo insieme a una moglie o a una fidanzata, insieme ai loro figli o che, comunque, sentono di aver trovato ciò che realizza in pienezza i desideri del proprio cuore, mi sono sentito un po' frustrato per tutti quei sogni che porto nel cuore e che, purtroppo, non si sono ancora realizzati.
Poi, però, capita che, oggi, mi raccontano di un conoscente della mia città, un tipo abbastanza schivo e silenzioso, quasi coetaneo, che, dopo aver notato per più volte un senza tetto dormire per più notti sulla panchina di un parco cittadino, decide di avvicinarlo, di conoscere la sua storia e di aiutarlo, dapprima portandogli vestiti e cibo, poi pagandogli, di tasca propria, il pernottamento per diverse notti in un albergo....quasi come un novello buon samaritano. Un racconto di santità vissuta nella quotidianità.
Devo dire che questo racconto mi ha interrogato molto...mi sono chiesto se, nei panni di questo conoscente, sarei riuscito a fare lo stesso...e ciò mi ha fatto capire quanto io sia centrato su me stesso...quanto tutto ruoti intorno ai miei desideri, ai miei progetti mentre, invece, ciò che veramente conta è riuscire ad amare incondizionatamente il tuo prossimo, chi, nella quotidianità, ti sta accanto e aspetta solo il tuo aiuto....È lì che si realizza a pieno la nostra vita!
Allora, per domani, vi chiedo una cortesia: se potete, se vi va, per quest'anno, al posto degli auguri, al posto delle frasette di incoraggiamento, che servono come le pacche sulle spalle (cioè a niente!), per favore, dite una preghiera per me al buon Dio perché, accanto alla Speranza certa di poter realizzare i desideri e i sogni più belli e più veri del mio cuore, mi doni di saper amare incondizionatamente le persone che si faranno mio prossimo nella quotidianità della mia vita.
Grazie di cuore. Ciao a tutti.

Paolo Mancini

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge che tutela il Diritto d’Autore.

mercoledì 12 aprile 2017

A CENA CON I SUOI.

Gli ho chiesto se voleva cenare con me...ma lui già aveva previsto tutto!

Io cercavo un luogo festoso,cibi prelibati, ma invece...Ci ha detto di andare lì e avremmo trovato tutto: una mensa,del pane e del vino...

Gli preparerò il posto a capo tavola,ma sicuramente mi smentirà. vorrà entrare per ultimo, assicurandosi che nessuno manchi e si siederà solo se ci sarà un posto in più.
Durante la cena mi metterò a servire ma sono sicuro che Lui non vorrà:chissà,magari ci sorprenderà per l'ennesima volta e senza vergogna, non come maestro, ma come un servo, ci laverà i piedi, uno per uno.
Ci dirà parole, forse un po' difficili da comprendere. "Rimanete nell'amore...questo è il mio corpo,il mio sangue...fate questo in memoria di me".
Preso dall'emozione e dall'ebrezza del vino gli ribadirò la mia ferma volontà di fare qualsiasi cosa per Lui. Ma chissà, forse dopo cena mi rimangerò tutto...quando l'avrò tradito, l'avrò abbandonato...

D'altronde non sono più o non sono mai stato abituato ad amare ed essere amato senza compromessi,senza maschere.
Poi di nascosto,proverò a seguirlo, ma rinnegherò tutto: il Suo nome, la nostra amicizia, la mia fedeltà...una, due, anche tre volte!
Scapperò via, tornerò a casa, non andrò sotto la croce.
Non è che non abbia mantenuto la promessa, ma non ha fatto ciò che pensavo dovesse fare.

Cosa ho fatto? Perché non ho vegliato abbastanza?
Perché non sono rimasto accanto a Lui?
Perché l'ho rinnegato?


Ora il mio cuore piange amaramente.

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giovedì 17 novembre 2016

"LO AVETE FATTO A ME...".



Qualche giorno fa, ho ripreso il mio quadernino degli appunti "spirituali" dove annoto qua e là frasi,pensieri e mi fermato davanti a questa Parola.
"In verità vi dico che qualunque cosa avete fatto l più piccolo di questi miei fratelli,l'avete fatto a me."
Questo versetto,tante volte è stato una chiave di lettura preziosa per la mia quotidianità.
E continua ad esserlo tutt'ora!
Amicizie che ti deludono,parentele che diventano "estranee"...Si offrono spalle per sostenere,lacrime per condividere,sorrisi per gioire...Questo tutto GRATIS,più o meno.
Tu dai al massimo e pretendi quantomeno un segno di riconoscimento,ma spesso e volentieri non vieni neanche ringraziato.
Oppure,nei momenti di difficoltà ti senti solo perchè l'altro senza un motivo è sparito,
Ne un CIAO, ne un GRAZIE!
Quanto è difficile distaccarsi dalla famosa legge umana DO UT DES!
La vita però è qualcos'altro: è sia un porto,dove arrivano e ripartono relazioni,ma è pur sempre un isola dove tu la sera fai i conti con te stesso.
Chi pretende una "restituzione obbligatoria" rischia di improvvisarsi giudice,"sparando" sentenze sulla vita del fratello,senza averne il diritto.
Chi invece vuole fare centro,chi vuole sentire "CHE SAPORE HA LA FELICITA'"sale senza paura..ci prova, si arrampica anche in presenza di cime impossibili.
Ecco quindi che bisogna imparare a non pretendere nulla in cambio; a non rattristarsi se i distacchi col tempo si allungano...
Nella nostra piccolezza,quello che possiamo fare è semplicemente ringraziare e benedire!
Questa "buona notizia" ce lo conferma:ciò che abbiamo dato con amore SINCERO,ci sarà reso non secondo la nostra logica...ma Dio ce lo REGALERÀ' al momento più opportuno per la nostra vita!
Quello che conta è aver dato TUTTO...
C'è Gesù che ci ricorda questo:"...qualunque cosa avrete fatto al più piccolo di questi miei fratelli lo avete fatto a me stesso.
Il sigillo di garanzia di tutto ciò è la Croce...
E questo è solo un assaggio di chi vuole restare "lì sotto" con Maria.
E per questo,ogni volta che mi sento abbandonato,ogni volta che mi accorgo di diventare forestiero verso il prossimo, chiedo perdono a Dio e allo stesso tempo gli rendo grazie perchè in questi "respiri di eternità"imparo e sperimento la bellezza della "perfetta letizia" e della "Carità'".

(Carmine)

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domenica 11 settembre 2016

Uno spot e il valore della rinuncia

Una pubblicità di un prodotto femminile in questo periodo ha stuzzicato la mia curiosità e mi ha fatto riflettere sui messaggi più o meno subliminali (per la verità poco velati) che ci vengono propinati continuamente e su cui forse le nuove generazioni si stanno modellando.

La pubblicità in questione recita così: "A cosa non dovrebbe mai rinunciare una donna?" "Non rinuncio alla famiglia per il lavoro"; "non rinuncio al lavoro per la famiglia" e così via...

E già qui mi verrebbe da chiedere: ma allora a cosa rinunci? A niente? E' possibile vivere senza rinunciare a qualcosa? Avere entrambe le cose? Vivere facendo tutto quello che vuoi è un'utopia bella e buona ed è una cosa che posso accettare che pensi un ragazzino che sta ancora cercando di capire quale sia la differenza tra libertà e libertinaggio, ma non un adulto, non un padre o una madre.

Un adulto che dice: "io non rinuncio a niente" è come un bambino che punta i piedi e che non arriverà in realtà ad ottenere niente.

Rinunciare ha un valore altissimo e i nostri stessi genitori ci hanno educato alla rinuncia, perchè non tutto sempre si può avere dalla vita o comunque non tutto come lo vogliamo noi. 
Allora, è bene rinunciare al lavoro per la famiglia o viceversa? Dipende.
E' bene rinunciare all'uomo o alla donna dei tuoi sogni? Dipende. 
E' bene rinunciare ad un paio di scarpe o ad un viaggio? Dipende.

Dipende sempre dalle situazioni e dalla contropartita; dipende soprattutto anche dall'altro e non solo da te stesso.
Una cosa è certa: A QUALCOSA SI DEVE RINUNCIARE, sempre, che ci piaccia o meno. Perchè l'altra faccia della rinuncia è la scelta. E forse questo è un aspetto positivo, più allettante. E' questo che si dovrebbe sottolineare. Potremmo sostituire "Io non rinuncio", con "Io scelgo" e passare così dal capriccio infantile di chi si impunta alla maturità di un adulto che sa rinunciare serenamente ed essere felice lo stesso, anzi, di più.

Quando rinuncio a qualcosa, sto scegliendo altro. Ovviamente parliamo sempre presupponendo una libertà di base, chiaro. Non parliamo di costrizioni. In questo caso, la questione non si porrebbe neanche.
Essere donna significa davvero NON dover rinunciare? E rinunciare significa essere sottomesse? San Francesco ha rinunciato all'eredità paterna, ad una vita ricca, ad una casa comoda, eppure che grandi cose ha fatto!E quanto è stato felice!

Ed io, e tu, a quante cose abbiamo rinunciato per una famiglia, per il partner, per i figli, per gli studi, per il lavoro, per una passione....Saper rinunciare è segno di libertà: rinuncio ad una cosa quando non vi sono attaccato morbosamente, quando ne sono libero, quando sono così forte da poter vivere senza, oppure quando so che vado verso un bene più grande, per me e per gli altri.

Io so rinunciare!

Anita

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giovedì 28 luglio 2016

Come si fa a non amare questa Chiesa?!


C'è una straordinaria concomitanza in questi giorni: la GMG a Cracovia, la marcia francescana e tra poco il Perdono di Assisi.
Guardando le foto sui siti internet, le immagini che scorrono sui nostri teleschermi, una domanda mi esplode nel cuore: come si fa a non amare questa Chiesa?!
Questa Chiesa bella, che si veste della gioia di milioni di giovani; dei sorrisi dei disabili; del sacrificio dei Testimoni?
Questa Chiesa che non è solo gioventù, ma è saggezza di un anziano Papa, di cardinali, vescovi, sacerdoti, religiose. Che non è solo allegria, ma anche lacrime e sangue. Sangue dei martiri che continua a scorrere e a fecondare.
Questa Chiesa che è santa e peccatrice esattamente come me, come te.
Questa Chiesa che è cammino, festa, rumore e anche sosta, sacrificio, silenzio.
Come si fa a non volersi spendere per questa Chiesa? Questa Chiesa che è Papa Francesco; San Giovanni Paolo; Santa Faustina; il parroco di provincia; me; te…
Tutti insieme, uguali, verso la stessa meta, nessuno solo, nessuno allo sbando.
Come si fa a non commuoversi e a non impazzire di felicità per questa folla sterminata che in questi giorni è in cammino e non ha rinunciato ad esserci e a farsi sentire nonostante le brutture del terrorismo?
La Chiesa c'è ed è più forte della morte e della paura. E' la stessa Chiesa viva e pulsante dei martiri dei primi secoli che diedero la propria vita per farne fiorire di nuove.

Tra qualche giorno ricorrerà il Perdono di Assisi, dono gratuito di Misericordia.
Come si può non amare questa Chiesa che ti permette di ripartire, che ti fa nuovo, che ti dà sempre una possibilità?
Questa Chiesa che si fa carico del perdono di Dio e ci riconsegna ogni giorno il regalo più grande: Cristo?
Questa Chiesa di volti belli, in terra e in Cielo.
E terra e Cielo si uniranno ancora una volta il 2 Agosto grazie al nostro fratello, Francesco, il poverello di Assisi.


Anita

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mercoledì 23 dicembre 2015

DOVE E' DUBBIO, CH'IO PORTI LA FEDE


E’ molto bello, proprio nel periodo del Natale, trovarsi a commentare il quarto strumento di Pace e di Misericordia che S. Francesco ci insegna nella sua Preghiera semplice. Già, perché niente come l’Incarnazione di Gesù ci permette di dissipare ogni dubbio….Egli è Dio che decide di entrare nella nostra realtà, nella nostra storia e decide di abbracciarla interamente con le sue debolezze e le sue fragilità….una realtà che si può toccare, che cattura i nostri sensi….Egli vedeva come noi potevamo vederlo, sentiva come noi potevamo sentirlo….era in quella mangiatoia e i pastori potevano “toccare” la sua presenza, percepivano ogni profumo, colore, rumore che anche Dio fatto uomo poteva percepire. In un mondo in cui sembra dominare il dubbio, Gesù porta la luce della Fede….una Fede tangibile, una Fede che si incarna mostrandoci il volto misericordioso del Padre.Il mondo in cui viviamo sembra, però, volerci dire che il dubbio è il vero valore….ci insegna che la precarietà è quasi un dogma….l’incertezza è la normalità. Rimanere nel dubbio, presto o tardi, però, ti conduce alla paura e la paura ti blocca, non ti fa vivere in pienezza, lascia in sospeso le scelte, ti ruba la speranza. Quante persone, oggi, non sono più capaci di fare una scelta….quante persone rinunciano a scegliere perché la scelta comporta un rischio che non sono più in grado di affrontare. Il mondo d’oggi preferisce l’informale sulla forma perché la forma comporta una decisione, una scelta….comporta confrontarsi con il proprio limite, con la propria finitezza di cui si ha una grande paura. Il dubbio, la precarietà, infatti, amplificano il limite…lo trasformano in un ostacolo insormontabile nella quotidiana lotta dell’autorealizzazione. Già, perché il dubbio domina anche le relazioni….non si ha più fiducia nell’altro e “il farsi da soli” diventa il traguardo più ambito delle nuove generazioni. Viviamo la cultura del provvisorio dove la società ti insegna che il “per sempre” non esiste: oggi, devi prendere quello che c’è e consumarlo subito perché domani non si sa! Si sta perdendo la capacità di sognare per la propria vita perché si vive di attimi, di piaceri da soddisfare subito….il progetto e l’attesa della sua realizzazione diventano una perdita di tempo perché c’è bisogno di consumare l’istante.Allora, come portare Fede dove c’è il dubbio? Ancora una volta, è Dio a venirci incontro: nell’Incarnazione, infatti, ci mostra di non avere paura dei nostri limiti perché Lui stesso si è rivestito dei limiti dell’umanità….ci dimostra di non avere paura dei nostri peccati perché Lui stesso li ha portati su di sé morendo sulla croce per riscattarci da essi. Gesù ci ha mostrato il volto misericordioso del Padre….ci ha insegnato che l’Amore di Dio non si ferma davanti alle nostre fragilità perché Dio ha piena fiducia nell’uomo. Portare la Fede dove c’è il dubbio allora significa testimoniare che Dio non smette mai di amare l’uomo perché lo vuole felice….perchè la sua prospettiva è l’eternità. Di fronte al dubbio, alla precarietà, all’incertezza, al provvisorio, Egli ci pone la prospettiva della Vita eterna e ci dice che è necessario costruirla già oggi nella nostra realtà di tutti i giorni. Occorre, dunque, ampliare il nostro sguardo, aprirci al sogno e inseguire quel desiderio di felicità che Dio ha per l’uomo. Occorre essere testimoni della Misericordia infinita del Padre che ci fa aprire la ali della vita perché, ogni giorno, ci alleggerisce dal peso dei nostri sbagli, dei nostri limiti, del nostro peccato per farci volare liberi da ogni dubbio, liberi da ogni paura.

Paolo Mancini

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giovedì 17 dicembre 2015

E' NATALE IN FONDO...


E' NATALE IN FONDO
Musica: Carmine Porpora
Testo: Gabriele Pendola

Io non so descrivere questo quieto vivere
che non ci abbandona mai
ma lo so commettere solo con due lettere
come quando dico no

Voglio condividere perché sono fragile
voglio che noi siamo noi
ma per sopravvivere, provo ad esser docile
...è Natale in fondo

Cambiano le parti, non cambia la musica
siamo passanti che si stringono le mani
destinati a camminare vicini
Restano le impronte,
non passano inosservate
un’altra strada la puoi fare sicuro,
ora che è Natale butta giù quel muro

Mi diventa facile, cominciare a credere nella solitudine
quando sono debole, capisco che son forte
...è Natale in fondo

Cambiano le parti, non cambia la musica
siamo passanti che si stringono le mani
destinati a camminare vicini
Restano le impronte,
non passano inosservate
un’altra strada la puoi fare sicuro,
ora che è Natale butta giù quel muro

Incontrami, se c'è un posto per me…
c'è un angolo o una metà;
c'è solo la verità...

Cambiano le parti, non cambia la musica
Ci devi stare oltre quel muro
e ricomincerai da zero …

mercoledì 9 dicembre 2015

Betlemme,un sogno o un'illusione? Il (dis)incanto del Natale


In questo tempo che ci avvicina al Natale, le strade sono vestite a festa, le luci illuminano i balconi, la musica accompagna i nostri ultimi, frenetici acquisti, nonostante la crisi economica.

Negozi pieni e.... chiese vuote. Non c'è tempo per fermasi e capire il senso di questa festa che sta per arrivare. Dobbiamo correre...verso dove? Muoverci...per fare cosa? 

Quanto spesso ci siamo sentiti dire (o abbiamo detto) nei giorni che precedono il Natale: “Vorrei farti un regalo, ma non so cosa comprare (cioè ho poco tempo e non posso stare a scervellarmi per te!). Dimmi direttamente quello che vuoi ,così non sbaglio e vado sul sicuro!”.
Un regalo che diventa convenienza, compromesso, in cui il nostro desiderio fa fatica a stare o addirittura non c'è proprio. Un dono che si svuota di significato.

Un regalo, poi...ma perchè? E per Chi? Dov'è il festeggiato?

Quello che mi viene in mente sempre,ogni anno in Avvento, sono i Magi...

PARTI,CERCA,RITROVA.

PARTI. A te che sei stanco di vivere di nostalgia, di occasioni perdute, mancate, dove stai andando?Qual è la tua meta?

Magari hai inserito delle coordinate sbagliate, o le tue scelte sono solo condizionate dalla routine... allora è il momento di resettare e cambiare direzione...ecco la conversione!

Allora invece di scappare e bruciare questo tempo che ci porta alla nascita più bella per l'uomo (quella con la N maiuscola, quella del Bambino più importante della nostra vita), usiamo questo tempo favorevole per metterci in ascolto di noi stessi.
Cerca una parola, ciò che qualifichi le tue attese i tuoi desideri, le tue aspettative i tuoi dubbi, insomma, cerca un titolo da dare al tuo viaggio! Se resti al punto di partenza non conoscerai mai il sapore di una vittoria!

CERCA
Per affrontare un viaggio, dobbiamo essere consapevoli del desiderio che ci spinge a partire e dell'obbiettivo che vogliamo raggiungere.
Ma il gioco vale la candela? Betlemme per i Magi era un sogno o un'illusione?
Le illusioni sono come le nuvole: oscurano il nostro cielo. I sogni invece sono come le stelle:si vedono se il cielo è limpido,si avverano quando c'è Verità!
I sogni partono da segni e sono accompagnati da segnali!


RITROVA
Se durante questo viaggio, questo tempo di attesa, tu avessi qualche dubbio, stanchezza o desiderio di abbandonare l'impresa...non arrenderti, è tutto normale.
Mettiti in prima persona al timone dei tuoi pensieri, delle tue volontà; non lasciare agli altri il comando delle operazioni e non lasciarti travolgere dal vento contrario.
Se il nostro desiderio sarà più forte della stanchezza,della pigrizia,della resa, allora
potrai arrivare a Betlemme e trovare le risposte giuste,la Verità,...RITROVARE te stesso.

Carmine

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giovedì 3 dicembre 2015

Dove è discordia, ch’io porti l’Unione

Ed ecco l’Unione come terzo strumento di Misericordia e di Pace. 
San Francesco chiede al Signore di portare Unione dove c’è discordia….chiede di riportare unità dove il cuore è diviso: già, perché “discordia” ha in sé il significato di divisione, di frattura, di ferita del cuore. 
Il nostro cuore è sede dell’Amore, della Gioia, della Pace….ma in esso trovano spesso spazio anche i sentimenti opposti dell’odio, della tristezza, del rancore.
Troppo spesso le ferite più gravi e più profonde della nostra vita colpiscono proprio il nostro cuore….lì rimangono, lì si insinuano e lì lacerano.
Quanto spesso poi il nostro cuore è diviso perché non sappiamo scegliere, perché non sappiamo discernere e ci lasciamo trascinare in una sorta di “schizofrenia” dei sentimenti dove non esiste più un’unica identità ma ne esiste una per ogni momento e per ogni situazione…..da una parte cerchiamo di compiere del bene per dare una buona impressione di noi, ma dall’altra lasciamo entrare il male cedendo a tentazioni di ogni genere per colmare un vuoto che diventa sempre più profondo. Quanto spesso poi il nostro cuore è diviso per relazioni troncate….per litigi, per discordie mai risolte per paura di perdere qualcosa di noi.
Occorre, allora, guarire il cuore, occorre riportarlo all'Unione.
Abbiamo già detto quale portentosa medicina possa essere il Perdono….nel Perdono tutto il male, tutto il peccato, tutto ciò che divide e lacera il nostro cuore viene gettato alle nostre spalle….con il Perdono possiamo ricominciare il cammino della nostra vita privi del pesante fardello del nostro passato, dei nostri errori, dei nostri sbagli. E’ allora necessario consegnare il nostro cuore nelle mani del Signore che, nella sua grande Misericordia, ci dona sempre il suo Perdono….occorre riorientare il nostro cuore verso il Signore, occorre lasciare che la Sua Grazia colmi lo spazio del peccato e del male perché diventi per noi alimento di gratuità nel donarci agli altri.
Unione, per noi cristiani, può diventare anche sinonimo di Comunione. 
Essere in Comunione significa riconoscere che, in Cristo, siamo figli dell’unico Padre e, quindi, fratelli….e, come fratelli, siamo chiamati a condividere ciò che possediamo; un cuore indiviso e guarito, infatti, rafforza le relazioni, ci rende capaci di moltiplicarci per gli altri, ci apre alla condivisione, ci libera dai nostri egoismi, ci rende capaci di amare restituendoci la sola vera identità di figli amati da Dio.
Come S. Francesco, allora, chiediamo al Signore di renderci capaci di portare Unione dove c’è discordia….dove i cuori sono lacerati….dove il male ha causato divisioni; chiediamo al Signore di essere capaci, prima di tutto, di portare Unione nei nostri cuori perché possano essere capaci di Comunione con tutti i fratelli che incontriamo nel cammino della nostra vita….e perché possiamo essere veramente con tutti strumenti di Misericordia e Pace.
Paolo Mancini

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mercoledì 4 novembre 2015

Dov’è offesa, ch’io porti il Perdono


Dopo l’Amore…ecco il Perdono. 
Il secondo strumento di Misericordia e di Pace è, per S. Francesco, il Perdono. Niente di più vero! 

Potremmo dire che l’Amore genera Perdono. E nessuno più di S. Francesco poteva intuire meglio questa verità. 
Basti pensare al grande dono del Perdono della Porziuncola che ancora oggi attira ad Assisi gente da tutto il mondo! C’è un gran bisogno di Perdono, oggi come ai tempi di Francesco.

Dio ha bisogno del Perdono per diffondere la sua Misericordia….possiamo dire che il Perdono è strumento e fine della Misericordia: strumento, perché è attraverso il Perdono che possiamo accogliere a pieno nel nostro cuore la Pace che deriva dalla Misericordia di Dio; fine, perché il gesto più grande di Misericordia sta proprio nel Perdono. 
Perdono ha in sé il significato della gratuità…è per-dono”….infatti, ciò che scaturisce dall’Amore è di per sé un dono, è gratuito, è Grazia. 
Tuttavia, il Perdono richiede un cammino….non sempre per l’uomo è scontato perdonare o chiedere perdono….e la strada più diretta per arrivare al Perdono è Gesù. 
Nel Vangelo, al paralitico, che viene calato dal tetto, Gesù perdona i peccati e, di fronte agli scribi che mormorano contro di Lui, Egli domanda: Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?”….è una domanda che Gesù rivolge anche a noi oggi….essa ci dice che la vera guarigione deriva dal Perdono, da quel Perdono che solo Gesù può dare in pienezza perché Lui stesso ha dato la vita per liberarci dalla schiavitù del peccato. 
La Chiesa, attraverso i fratelli, ci conduce a Gesù scoperchiando il tetto dei nostri pregiudizi, dei nostri sensi di colpa, delle nostre paure…..e Gesù, che sa ascoltare il desiderio più profondo del nostro cuore, ci dona il Perdono….un Perdono che non ci lascia immutati…ma ci rimette in cammino, ci fa guarire dalle ferite che paralizzavano la nostra vita per ricominciare a camminare portando con noi quel “lettuccio” di sbagli, di peccati , di relazioni troncate che sono solo la memoria di un passato che Gesù stesso ha già guarito.

Ma dove portare il Perdono? S. Francesco chiede a Dio di saperlo portare dove c’è offesa…dove ci sono ferite. Il Perdono, dunque, è la medicina più straordinaria per guarire le ferite….le ferite più oscure della nostra anima…le ferite più evidenti dei nostri rapporti lacerati.


Occorre, dunque, imparare a perdonare noi stessi e imparare a perdonare l’altro, il nostro prossimo, chi ci sta accanto. Bisogna imparare a perdonare noi stessi perché tutto ciò che ferisce la nostra anima, tutto ciò che appesantisce il nostro cuore finisce per oscurare il bello e il vero della nostra persona….finisce per renderci schiavi dei nostri sensi di colpa, dei nostri errori, dei nostri limiti….finisce per impedirci di “volare” nella nostra vita….finisce per bloccare le scelte più importanti…..finisce, infine, per deturpare il disegno di Amore che Dio ha su ognuno di noi. 

Bisogna imparare a perdonare chi ci sta accanto perché l’uomo non può fare a meno delle relazioni….laddove si troncano relazioni importanti, si lacera una parte stessa della nostra vita; a volte, è necessario troncare….ma se il taglio non diventa motivo per ridare nuova linfa alla nostra vita….rimane sterile e diventa un alibi per i propri sbagli, per i propri errori; bisogna imparare a perdonare anche chi ci fa un torto piccolo o grande perché, nel Perdono, l’altro, libero dal proprio senso di colpa, trovi la strada per ricominciare a vivere in pienezza, memore e grato del dono ricevuto. 
Allora, apriamo il nostro cuore a chi può insegnarci veramente a perdonare e a perdonarci…apriamo il nostro cuore e non stanchiamoci mai di chiedere la grazia del Perdono a Gesù il quale, attraverso il Vangelo, ci annuncia che Dio non si ferma davanti ai nostri peccati, alle nostre ferite ma è disposto, come un Padre misericordioso, a correrci incontro per donarci la vera gioia del Perdono che conduce alla vera Pace del cuore.

Paolo Mancini

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giovedì 8 ottobre 2015

QUARTIERI DI SPERANZA 1 - LA PAURA....UNA PARTITA DA VINCERE SUBITO!


Ben trovato!

Potrai facilmente indovinare qual è il primo quartiere che visiteremo.
Te lo dico subito: LA PAURA... 

Questo quartiere, seppur popolato, sembra essere disabitato: le imposte sono sprangate, le luci spente, le strade desolate. Tutti sono rinchiusi in casa.... nei propri ripostigli, nei propri recinti.
Neanche un filo di luce nelle stanze...e fuori sembra che si viva in una notte eterna: nel cielo c' è così tanta nebbia che le stelle si intravedono appena.
I lampioni sono spenti, i bar vuoti..l'aria è pesante, puzza di sfiducia e di malinconia.

Cosa puo' fare chi vive in questo posto? In una casa buia, con l'aria stantia, cos'altro potresti fare se non dormire continuamente?
E se anche volessi uscire in strada, saresti costretto a ritornare sui tuoi passi, perché non riusciresti a muoverti liberamente. Dove andare?Come?

La paura blocca, paralizza, non ti permette di vedere oltre i muri della tua piccola e comoda esistenza. Ma i sogni, lo sai, sono come gli aquiloni: per volare hanno bisogno di aria buona, di spazi grandi in cui si possa correre e di una bella giornata di sole. Se li rinchiudi in uno spazio angusto, si riempiranno di polvere e saranno incapaci di volare...da soli non possono farlo!

Ti sarà capitato di perderti in questo quartiere! Chissà quante volte hai dovuto prendere una decisione per la tua vita e non sei riuscito a trovare la via d'uscita, un po' di luce!
Già, perché c'è una paura che non è  necessariamente legata a circostanze precise...Una cosa è trovarsi un ladro in casa o essere vittima di un incidente o doversi preparare ad un evento traumatico, come può essere un'operazione...beh, direi che in questi casi la paura sarebbe più che giustificata, anzi, sarebbe preoccupante se non ne provassimo!

Altra cosa è la paura di mettersi in gioco, di provare, anche di fallire..."e se mi faccio male?"..."e se faccio una brutta figura?"..."non ho le forze, non ho le capacità...".
Quante vite bloccate dalla paura! 

Dai, allora, scappiamo via da qui!Non è un posto adatto per chi vuole dare colore e nuovo sapore alla propria vita, a chi vuole giocarsi questo dono gratuito che ci è stato fatto e lo vuole far fruttare e moltiplicare. 

SALTA!
Il vero fallimento è NON SCEGLIERE, NON VIVERE, STARE FERMI!

Muoviti!Con criterio e magari guidato da qualcuno, ma muoviti!Osa!Gioca la tua vita per cose grandi!Ma sempre "sulla Sua Parola".

E ricorda: sbagliare non è sempre fallire, ma saper ricominciare. Sempre meglio. In altre parole, crescere!
E se sbagli davvero? Vedrai che sbagliando strada, se ne apriranno di nuove, che non avresti mai trovato se non avessi "fallito" la rotta!

Ora fai solo questo:appunta su un foglio ciò che porti nel cuore e mettilo nella bisaccia che hai in spalla...Da domattina, prima di rimetterti in viaggio, rileggi ciò che hai scritto e fermati 2 minuti, riflettendoci su...

CONTINUA....


Carmine

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giovedì 1 ottobre 2015

Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore


La prima modalità che S. Francesco, nella sua “Preghiera semplice”, ci indica per essere strumenti di Pace, strumenti di Misericordia, è quella di portare Amore dove c’è odio

Possiamo dire che Francesco punta subito in alto….chiede a Dio di essere Amore, di essere, in qualche modo, veicolo di quell’Amore che viene da Dio stesso. 
D’altra parte, è Gesù stesso che mette, davanti ad ogni comandamento, il comandamento dell’Amore: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato” ci dice nel Vangelo. 
L’Amore, che dobbiamo portare dove vi è odio, non è un semplice sentimento ma è la conseguenza di quell’Amore che Gesù stesso ci ha donato attraverso la sua incarnazione, morte e risurrezione….è frutto di quella gratitudine che è generata dalla gratuità dell’Amore di Dio….siamo chiamati a restituire al prossimo, secondo le nostre capacità, quell’Amore che ci è stato donato in abbondanza da Dio.

Non facciamo fatica a riconoscere, nel mondo di oggi, le situazioni di odio che, ogni giorno, ci vengono messe di fronte dai mass-media…guerre, persecuzioni, ingiustizie, corruzione, purtroppo, sono il marchio dei tempi che stiamo vivendo; certo, siamo chiamati, per quanto ci è possibile, ad opporci a queste situazioni di odio….ma, forse, ancor più, siamo chiamati a portare Amore nelle situazioni che, nella nostra quotidianità, ci mettono di fronte all’odio che spesso penetra il cuore dell’uomo. 
Quali sono allora i tratti distintivi di questo Amore?

  • L’Amore è Libertà, l’odio è possesso. Sicuramente, chi ama lascia nella Libertà….chi odia mette delle condizioni, costringe al proprio interesse, al proprio vantaggio. Il nostro portare Amore sia, dunque, essere testimoni di Libertà….testimoni di quella Libertà che deriva dal sentirsi pienamente figli di Dio: Dio ci ama come un Padre e, come tale, lascia liberi i propri figli; Egli conosce la nostra fragilità, i nostri limiti, i nostri peccati…ma è pronto a perdonare per la sua grande Misericordia, per il suo grande Amore. Di fronte alle situazioni in cui qualcuno si sente oppresso, schiacciato, imprigionato dai propri errori….di fronte a chi arriva fino ad odiare la propria condizione di vita, noi dobbiamo portare quell’Amore che libera, che annuncia il perdono e ridona la pace del cuore.

  • L’Amore è relazione, comunione, l’odio è chiusura, egoismo. Chi ama, chi si sente amato non può tenere per sé questa grande gioia….deve poterla comunicare, deve poterla donare. Dove c’è odio, invece, c’è chiusura; chi odia si piega sulle proprie convinzioni, sul proprio egoismo…non si apre all’altro per paura di perdere qualcosa di sé. Allora, portare Amore significa andare incontro all’altro….annunciare la gioia di sentirsi amati….accogliere l’altro per quello che è….donare all’altro la bellezza di un incontro, la capacità di perdonare e di perdonarsi, la grandezza della gratuità, la forza della comunione….in altre parole, far sentire all’altro la certezza di una presenza costante, della presenza di un Dio che ama sempre senza mai stancarsi.

  • L’Amore è servizio, l’odio è servirsi. Colui che ama si mette al servizio, si dona al prossimo. Il servizio, il portare il proprio aiuto materiale e spirituale a chi più ha bisogno è la manifestazione più concreta di quell’Amore misericordioso che viene da Dio. Chi, invece, odia non serve l’altro ma se ne serve a proprio vantaggio, usa il prossimo come strumento per il proprio interesse….l’altro viene espropriato della propria unicità, della propria dignità perché oggetto al servizio di un bene privato, egoistico….chi odia perde la dimensione della gratuità e del dono perché diventa lui stesso il centro del proprio interesse. Allora, portare Amore significa servire il prossimo specialmente se è povero, sofferente, vittima dell’egoismo e della sopraffazione….significa servire gratuitamente, restituire al prossimo una piccola parte di quel grande Amore che ci è stato donato da Dio attraverso il sacrificio di Suo figlio Gesù….significa testimoniare che nel servizio reciproco è presente quella Misericordia che viene da Dio e che ridona Pace ai cuori.

Si potrebbero trovare ancora tanti tratti distintivi dell’Amore e in ogni tratto potremmo trovare i modi più concreti per strappare al cuore dell’uomo parte di quell’odio che lo rende schiavo di sé stesso e del proprio egoismo. Allora, preghiamo con tutto il cuore il Signore che è fonte di Misericordia perché ci renda sempre capaci, nella nostra quotidianità, di essere portatori di quell’Amore che sa vincere su ogni forma di odio e che sa liberare il cuore dell’uomo.


(Paolo Mancini)


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mercoledì 16 settembre 2015

QUARTIERI DI SPERANZA - Preparativi per il viaggio





Bene. Le vacanze sono finite...Ti sei riposato?
Hai ricaricato le batterie?

Spero che tu abbia fatto tesoro della sosta e non ti sia affannato coi pensieri. Capita a volte  di accomodarsi su ogni minuscolo sollievo che si trova per strada, anche se è davvero troppo piccolo e fragile, incapace di sostenere il nostro peso.

La cosa importante è che tu sia in forze e ben disposto, perchè...SI RIPARTE! 

Già, ti propongo un nuovo viaggio: l' ho chiamato QUARTIERI DI SPERANZA

Hai presente quando si va a visitare un luogo e si resta rigorosamente nel centro della città, dove tutto è bello, in ordine, illuminato e pieno di negozi? Magari si ha poco tempo a disposizione per la visita, oppure si segue la regola per cui è meglio non avventurarsi nelle periferie, 'non si sa mai'!

Addentrarsi nelle zone più oscure e isolate è proprio quello che faremo noi: il viaggio però è dentro noi stessi. Sonderemo i 'quartieri' più bui e spaventosi che sono dentro di noi, per portarvi una luce, conoscerli e imparare ad amarli .

Quello che non faremo, invece, è starcene incollati col naso alle vetrine del centro, magari abboccando pure alle emozioni abbaglianti che ci vogliono vendere.
D sicuro, da ogni luogo  porteremo a casa qualcosa.

Io però sarò solo un semplice compagno di viaggio: scoprirò insieme a te questi posti, dove anch'io non sono mai stato. Non voglio e non posso insegnarti nulla.

Allora siamo pronti? PARTIAMO!

CONTINUA....


Carmine



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