giovedì 3 marzo 2016

Dove è disperazione, ch’io porti la Speranza

Ed ecco la Speranza! 
La Speranza è una delle virtù teologali insieme a Fede e Carità. 
San Francesco, nella Preghiera semplice, ha già presentato Fede e Carità (Amore) come strumenti di Misericordia e di Pace: l’Amore in risposta all’odio e la Fede in risposta al dubbio.
Non possiamo separare la Speranza dalla Fede e dalla Carità…consentitemi di dire che la Speranza è figlia della Fede e madre della Carità; la Speranza senza la Fede diventa un semplice esercizio di “ottimismo” e la Carità senza Speranza diventa solo uno sforzo di bontà. 
Potremmo dire che si può capire la Speranza se si comincia a guardare la vita dalla meta: se la nostra vita ha come meta la pienezza nell’Amore di Dio, allora tutto assume i colori della Speranza
La Speranza ci racconta del nostro futuro ma ha le radici nel presente, nella realtà in cui, ogni giorno, si costruisce un pezzetto di quella meta che non ci sarà tolta…. il centuplo oggi e la vita eterna quando il Signore ci chiamerà a sé.
Non è semplice portare Speranza in un mondo dove spesso a prevalere è la disperazione, la mancanza di speranza: guerra, corruzione, criminalità, perdita dei valori fondanti della società, arrivismo, individualismo sono solo alcuni esempi delle cause con cui l’uomo sta cancellando ogni seme di speranza. Anzi, sperare, oggi, è visto quasi come un segno di debolezza….il segno di non avere i piedi piantati nella realtà; sperare, ai nostri giorni, significa dare credito a ciò che non si può controllare, a qualcosa di aleatorio e, pertanto, non degno di essere preso in considerazione. Ecco, allora, che la disperazione diventa il veicolo delle principali patologie sociali del nostro tempo: viviamo in una sorta di depressione cronica che intrappola la vita, la soffoca, la rende schiava del “male di vivere”, del vuoto esistenziale che cattura soprattutto i più deboli, i più fragili i quali finiscono per essere fagocitati da una società che spesso li abbandona a una solitudine priva proprio di speranza. E, allora, si cerca di colmare il vuoto con il nulla delle dipendenze: le schiavitù di sesso, droga, alcool finiscono per divorare le persone svuotandole della propria identità, della propria dignità.
Portare Speranza, allora, significa insegnare ad alzare lo sguardo al cielo, a far capire che la vita può ricominciare ogni giorno perché Dio, ogni giorno, ci ama donandoci una nuova possibilità… significa permettere di guardare alla bellezza del creato che, nonostante tutto, ogni giorno, genera nuova vita… significa guardare ai talenti che Dio ha messo a nostra disposizione per vivere in pienezza la nostra vita secondo il progetto che Lui ha su ognuno di noi…. significa che il dolore, le ferite, il peccato non hanno l’ultima parola perché Dio è misericordioso e non si stanca mai di perdonare l’uomo. 
Occorre, quindi, educare alla Speranza perché sia il motore di ogni nostra giornata, l’orizzonte della nostra vita, lo sguardo sereno sul futuro…un futuro che si sta compiendo proprio oggi grazie all’Amore di Dio.


Paolo

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